
In Alchimia il gioco non è una “pausa” dal lavoro educativo. È uno dei modi con cui lo facciamo meglio: con leggerezza, sì, ma con quella serietà buona che serve quando si maneggiano relazioni, emozioni, regole, differenze e crescita.
Questa attenzione verso il gioco in scatola arriva da lontano: nasce insieme al Ludobus Giochingiro nella cooperativa LINUS, poi confluita in Alchimia nel 2013, portando con sé un modo di stare al mondo in cui il gioco è una cosa seria. Da allora quell’anima giocosa non è rimasta chiusa in un progetto o in un’équipe: si è infilata (con discrezione e tenacia) un po’ ovunque, attraversando aree e servizi, diventando un vero “mood” di cooperativa.
Perché il gioco da tavolo è (anche) una cosa educativa
Il gioco è una delle opportunità relazionali più riconosciute: è apprendimento, conoscenza di sé, allenamento emotivo e sociale. E il gioco da tavolo ha una caratteristica preziosa: crea un contesto strutturato, condiviso, in cui ogni persona è chiamata a mettere in campo competenze e abilità – e, mentre le usa, le fa crescere.
A differenza del gioco non strutturato, il gioco in scatola mette tutti sullo stesso piano: regole uguali per tutti, limiti necessari perché il gioco funzioni, e quindi perché si possa imparare a calibrare azioni, intenzioni, tempi, scelte. Dentro a quelle regole passano valori molto concreti: onestà, rispetto dell’altro, condivisione, confronto.
E poi c’è la parte più umana e meno “da manuale”: giocare insieme è una palestra relazionale. Anche quando c’è competizione, si fa esperienza di vittoria e sconfitta, di frustrazione e soddisfazione, di conflitto e riparazione, di cooperazione e obiettivi comuni. Una piccola metafora da tavolo… del vivere insieme.
Un alleato prezioso anche nei passaggi delicati della crescita
Preadolescenza e adolescenza sono terre di confine: cambiano corpo, pensiero, valori, appartenenze.

In quel passaggio spesso si sente la pressione a “diventare grandi” in fretta, lasciando indietro creatività e gioco come se fossero cose da bambini. In realtà l’esperienza ludica non è un’alternativa minore alle attività più istituzionali: può essere una risorsa educativa potente, da usare con la stessa serietà delle altre, proprio perché permette di sperimentarsi e riflettere su sé stessi e sul mondo… senza dover per forza fare un discorso da adulti per dire cose importantissime.
Vent’anni di scatole, tavoli, persone: quante cose abbiamo fatto
In questi anni, il gioco in scatola in Alchimia ha preso mille forme: banchetti e vendite in mercatini,negozi e centri commerciali; selezioni e forniture per realtà che lavorano in pediatria ospedaliera; partecipazioni a eventi e collaborazioni con realtà ludiche del territorio.
Ma soprattutto: formazione e progetti educativi. Percorsi per volontari e operatori (tutela minori, SFA e CSE, progetti giovanili, scuola primaria, contesti educativi diversi), convegni, ludoteche (anche itineranti in biblioteche, bar e oratori), progetti di prevenzione sul gioco d’azzardo, esperienze nelle scuole e negli oratori, fino a spingersi a inventare giochi con i bambini, come nel progetto Inventagiochi, dove un gioco da tavolo è stato pensato e realizzato direttamente da loro.
Nasce la ludoteca di cooperativa: un patrimonio condiviso, per tutti i servizi
Oggi, proprio perché il gioco è parte del nostro “background culturale”, e anche grazie a una recente formazione rivolta al personale educativo (in cui il gioco in scatola è stato proposto come strumento inclusivo, prezioso anche nel lavoro con bambine e bambini con disabilità), abbiamo scelto di fare un passo in più: istituire una ludoteca interna alla cooperativa, a disposizione di tutti i servizi.
È nata da poco la ludoteca di cooperativa: un servizio pensato per offrire un catalogo ampio e consultabile, capace di guidare a scelte consapevoli. Ogni gioco è accompagnato da una descrizione che valorizza le competenze che aiuta a sviluppare e gli accorgimenti utili in base alle persone e ai contesti in cui lo si propone.
Si trovano giochi di carte, logica, società e strategia, pensati per coprire target e bisogni diversi: assistenza educativa scolastica, prima infanzia, spazi giovanili e contesti adulti. Con un’attenzione speciale alla diversificazione dell’offerta, per essere il più possibile inclusivi anche rispetto a disabilità e difficoltà linguistiche.
E perché quando una cosa ci sta a cuore non ci basta “usarla”, ma vogliamo anche raccontarla… ci siamo persino concessi un livello bonus: trasformare Alchimia in un gioco. Con l’accompagnamento di @studio.shift e il contributo di socie e soci, è nato “Alchimia: il potere della cooperazione”, un gioco cooperativo in cui ogni giocatore interpreta un eroe chiamato a riportare la magia nel regno di Alchimia. Un modo ludico e simbolico per dire la nostra cosa preferita: la cooperazione non è uno slogan, è un gesto quotidiano.
Il bello è che tutto questo non ci rende “meno seri”. Ci rende seri nel modo giusto: quello che lascia spazio alla relazione, alla curiosità, al tentativo, all’errore, alla gioia. Insomma: seriamente giocherelloni.

